Erano ere immemori che una battaglia del genere non aveva luogo... L'immensa landa pareva avvolta da una nebbia rossa mentre il sangue di mille anime scorreva fra tagli di spada e sferragliar di scudi... Due eserciti di migliaia di soldati... Ai limitari di quell'immenso spiano d'erba, su alture naturali rocciose, gli arceri scoccavan tempeste di frecce infuocate verso il cielo... come mille comete ripiombavano verso la mischia mentre urla e sangue ricominciavano a sgorgare... Le bandiere delle due fazioni, troneggianti sulle aste di legno, erano ormai indistinguibili confuse nel corvino colore del sangue... Il cielo grigio e tonante, senza pioggia, con un vento leggero e odorante di morte che muoveva placido le stoffe degli emblemi, mentre le gocce di quell'amaro succo rosso cadeano a terra in una inquientante tranquillità indifferente alla battaglia... Il nitrire dei destrieri... Le urla di carica dei soldati... Le urla strazianti dei vinti... L'assordante tuonare dei corni... Solo il cielo sembrava silente... In un riverenziale taciturno osservare... La sua armatura era incrinata... L'elmo ormai perso... Tanto era il sangue di cui era sporco da sentirne il peso... La furia della battaglia era nel pieno... Quel furioso scagliarsi sui nemici... Sentire la loro carne lacerarsi sotto gli affondo della sua spada... Mozzare gli arti e le teste come fuscelli... Mentre il sangue di altri si aggiungeva a quello già presente, sulla sua armatura... Incrinata... Era rotta... Le sue difese erano ormai poche... Il suo viso esposto... Ma continuava a lottare... Il suo generale, sul suo grande cavallo, poco distante... Gli bastò uno sguardo a quel valoroso per recuperare la forza... Continuava... facendosi strada fra i nemici... un altro... un altro... un altro... Sentiva i loro corpi cadergli addosso... proseguiva... un altro... un altro... ecco ora davanti a un capo di divisione... la testa di un compagno ruzzolò a un passo da lui... la lama del nemico ancora disperdeva a terra il suo sangue... Gli sguardi dei due si incrociarono... La furia tornò ad avvampargli il cuore... Era sordo al lamento dei muscoli sfibrati... Partì con un poderoso slancio verso di lui... Il grande scudo a parare il suo affondo... La grande lama nemica, a contrattacco istantaneo, fulminò vicino a lui colpendo ancora una volta l'armatura... incrinata... Cominciava a sentirla scomoda... si stava staccando da lui... Troppo distratto da questo, non vide neppure la lama tornare indietro colpendo l'altro lato... il fianco venne preso in pieno... La protezione non fece il suo dovere e il sangue inizio a sgorgare... L'acutezza del dolore gli affuscò la vista mentre gridava con quanto fiato poteva... In un disperato tentativo di reazione sferzò di nuovo... L'avversario impreparato, convinto della mortalità del proprio colpo, venne colpito... Il suo tremendo urlo d'agonia fece recuperare lucidità al guerriero... Il nemico si teneva la spalla, poichè altro non aveva ormai... Il braccio a terra, mentre fiotti di sangue lapillavano dalle sue membra squartate... Il guerriero si scoprì resistente alla ferità più di quanto egli stesso potesse credere... Riafferrò salda la spada e con un altro fendente lacerò l'aria in un grande arco... e con l'aria, la testa del capitano di divisione nemica... Per qualche follia... Per un attimo... Il suo cervello si fermò... La battaglia non era finita... era nel pieno... Non doveva fermarsi... MAI!... Riprese tutte le sue forze... Strinse a sè la spada... Si costrinse a non pensare a quel dolore lancinante... Si rese cieco alla vista di mille compagni morti a terra... Si fece senza pietà contro i nemici... La sua armatura una volta argentea e lucida era ora uno specchio di sangue mentre correndo e sferzando, ormai quasi alla cieca, avvertiva il sangue di tutti i nemici schizzargli in viso... sulle braccia... sul petto... I loro corpi scivolare a terra e sporcando anche le sue gambe... Continuava... Continuava... Senza sosta, senza freni... Alle sue spalle... Il suo fiero capitano... Lo sentiva... Il suo destriero e il suo potente grido... Sentiva i nemici cadere sotto i colpi della sua regale e possente spada... Non poteva voltarsi ed ammirarlo, ma lo sentiva... Prosegì.. Prosegì... Altre anime recise, altri corpi mutilati... E ecco ancora... Un altro soldato nemico... Le spade si incrociano in un getto di scintille e un fortissimo stridore metallico... I polsi ormai insensibili alle vibrazioni dei colpi e alle rigide spinte... I due, occhi negli occhi, lottando per la propria vita... Era stanco... Troppo stanco per sostenere a lungo un confronto del genere... lasciò la spinta e si lasciò gettare all'indietro... Il nemico perse l'equilibrio... Lui torse il busto e lasciò che l'avversario cadesse in avanti, per poi ruotare verso di lui e, in un istante, conficcare la spada nella sua carne, dritta in mezzo alla schiena... Un altro grido disumano... Altro sangue su di lui... Ma non ebbe il tempo di pensare... Di guardare... Di riposare... La battaglia infuriava... E lui voleva vivere... Alla sua destra... mentre ancora la lama era nel corpo di quel soldato... Vide l'ennesimo nemico scagliarsi su di lui... Si gettò basso, schivando il colpo... Per quell'istante, a terra, vide che era come una infernale palude... Il fango era un misto di terra e sangue... Si rialzò... Afferrò l'elsa della spada lì a fianco e strattonò per riprenderne possesso... Ma quel suono e quella sensazione... Un fortissimo suono metallico e stridente... il nemico si era già voltato e aveva portato un fendete alla spada stessa, spezzandone la lama e gettando l'elsa oltre il guerriero... La sua arma... Non aveva più la sua arma... L'armatura stava cedendo... L'elmo era ormai perso... Lo scudo distrutto da tempo... Non aveva più nulla... Non aveva tempo... Non aveva pensieri.... Un urlo inumano del nemico, mentre con la lama si gettava verso di lui... chiuse gli occhi e aprì leggermente le braccia... attendendo per quei pochi attimi che gli sembrarono ore... .REQUIEM.